ISSN: 2279–9737

L’integrazione delle preferenze di sostenibilità nella valutazione di adeguatezza dell’investimento: profili sistematici e proposte rimediali

Federica Chironi, Assegnista di Ricerca, Università degli Studi di Sassari
Sommario: 

1. Le preferenze di sostenibilità nella regolazione europea sulla finanza sostenibile. – 2. L’integrazione delle preferenze di sostenibilità negli obiettivi di investimento. – 3. Criticità sistematiche: verso un nuovo paradigma di adeguatezza? – 4. Enforcement privatistico e profili rimediali.

Abstract: 

Il contributo esamina l’impatto dell’integrazione delle preferenze di sostenibilità degli investitori nella valutazione di adeguatezza dell’investimento, alla luce della recente regolazione europea in materia di finanza sostenibile. Prendendo le mosse dalle modifiche introdotte dal Regolamento delegato (UE) 2021/1253 al Regolamento attuativo della MiFID II, lo studio evidenzia le criticità connesse all’inquadramento delle preferenze di sostenibilità tra gli obiettivi di investimento del cliente. In particolare, si analizza il regime derogatorio previsto in tema di adeguatezza rispetto agli altri criteri, che rischia di favorire pratiche potenzialmente elusive da parte degli intermediari, oltre a generare incertezze applicative e rischi di responsabilità per gli operatori. Il lavoro si sofferma, infine, sui profili rimediali in caso di violazione delle preferenze di sostenibilità, evidenziando la fragilità dell’enforcement privatistico all’interno di una cornice regolatoria che, pur dichiarando obiettivi ambiziosi, difetta di strumenti concreti per garantirne l’effettiva realizzazione.

This paper examines the impact of integrating investors’ sustainability preferences into the suitability assessment of investments, in light of recent European regulation on sustainable finance. Starting from the amendments introduced by Delegated Regulation (EU) 2021/1253 to the MiFID II implementing framework, the study highlights the complexities arising from the inclusion of sustainability preferences among the client’s investment objectives. Particular attention is given to the adoption of a derogatory regime compared to other suitability criteria, which risks encouraging potentially evasive practices by intermediaries, as well as generating regulatory uncertainty and liability risks for financial operators. Finally, the article addresses the remedial framework applicable in cases of a violation of sustainability preferences, underlining the weakness of private enforcement within a regulatory framework which, despite its ambitious goals, lacks coherent and effective instruments for their actual achievement.