ISSN: 2279–9737

Lo Stato (Eco) Sviluppista nella transizione ecologica: “vecchi” modelli di sviluppo per sfide future

Lorenzo Rodio Nico, Ricercatore di Diritto dell'Economia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Sommario: 

1. Lo Stato sviluppista: brevi premesse definitorie e storiche. – 2. I modelli sviluppisti. – 3. Da Stato sviluppista a Stato eco-sviluppista. – 4. L’Europa Sviluppista e la modernizzazione degli aiuti di Stato. – 5. Lo Stato eco-Sviluppista e l’Europa eco-sviluppista. – 6. Conclusioni preliminari: il futuro (?) dello Stato sviluppista.

Abstract: 

Il modello dello Stato sviluppista, originariamente concepito per favorire l’industrializzazione attraverso un ruolo attivo dello Stato nell’economia, ha conosciuto una significativa evoluzione verso una dimensione eco-sviluppista. Tale trasformazione risponde alla necessità di conciliare crescita economica, sostenibilità ambientale e coesione sociale, superando la tradizionale dicotomia tra intervento pubblico e dinamiche di mercato. L’esperienza europea, con la modernizzazione della disciplina sugli aiuti di Stato, l’adozione del Green Deal e l’affermazione del principio del Do No Significant Harm, testimonia l’emergere di un modello di governance orientato alla resilienza, all’innovazione tecnologica e alla tutela delle generazioni future. Ne deriva un quadro concettuale capace di coniugare sviluppo e sostenibilità in una prospettiva di lungo periodo.

The developmental state paradigm, initially conceived to promote industrialization through an active role of the state in the economy, has undergone a profound evolution into an eco-developmental dimension. This transformation reflects the need to reconcile economic growth, environmental sustainability, and social cohesion, thereby overcoming the traditional dichotomy between public intervention and market dynamics. The European experience - exemplified by the modernization of state aid regulation, the adoption of the Green Deal, and the affirmation of the Do No Significant Harm principle - demonstrates the emergence of a governance model oriented towards resilience, technological innovation, and the protection of future generations. The result is a conceptual framework that integrates development and sustainability within a long-term perspective.