Accountability delle Autorità Europee di Vigilanza (AEV): un'analisi giuridica alla luce del Rapporto "Less is More
1. Contesto: il quadro normativo finanziario post-crisi e la nascita delle AEV. – 1.1. Criticità di sistema. – 2. L’accountability delle AEV. – 2.1. Accountability istituzionale. – 2.2. Il processo normativo di livello 2: Regulatory Technical Standards (RTS) e Implementing Technical Standards (ITS). – 2.3. Il processo normativo di livello 3: Soft Law (Orientamenti, Raccomandazioni, Q&A, Pareri). – 2.4. Il meccanismo di “Violazione del diritto dell’Unione” (Breach of Union Law). – 2.5 Travalicamento delle competenze da parte dell’Autorità da parte delle AEV negli atti di livello 3. – 3. Carenze nell’Accountability. – 3.1. Criticità relative al potere della Commissione di modificare i progetti di RTS. – 3.2. Criticità con il diritto di obiezione del Parlamento e del Consiglio sugli RTS. – 3.3. Criticità legatealla mancanza di controllo sugli atti di livello. – 4. Una prospettiva provocatoria: attribuire poteri normativi diretti alle AEV per RTS/ITS. – 4.1. Vantaggi principali. – 4.2. Ostacoli. – 4.3. Una proposta di difficile attuazione. – 5. Conclusioni.
Il contributo ricostruisce l’evoluzione dell’architettura europea di vigilanza finanziaria nel post-crisi, soffermandosi sulla nascita delle Autorità Europee di Vigilanza e sul loro ruolo nel Single Rulebook. L’analisi mette in evidenza un modello ibrido, nel quale il coordinamento a livello UE e la centralizzazione dell’expertise tecnica convivono con una governance ancora fortemente ancorata alle autorità nazionali, con ricadute dirette sul problema dell’accountability. Il lavoro esamina i canali di accountability verso Parlamento e Consiglio, il procedimento di adozione degli atti di livello 2 e la crescente centralità della soft law di livello 3, evidenziandone impatto pratico e limiti di controllo politico e giurisdizionale.
The article traces the post-crisis evolution of the EU financial supervisory architecture, focusing on the establishment of the European Supervisory Authorities and their role in consolidating the Single Rulebook. It highlights a hybrid model in which EU-level coordination and the centralisation of technical expertise coexist with a governance framework still strongly anchored in national authorities, with direct repercussions for accountability. The paper examines accountability channels vis-à-vis the European Parliament and the Council, the procedure for adopting Level 2 acts, and the growing centrality of Level 3 soft law, underscoring its practical impact as well as the limits of political and judicial oversight.