ISSN: 2279–9737

Titoli di credito e altri strumenti di finanziamento. Bozza per una voce.

Emanuela Migliaccio, Ricercatore di Diritto commerciale, Università di Salerno
Sommario: 

1. Forme e tecniche di finanziamento. 2. I titoli di credito in generale. Origine e funzione. Incorporazione. 3. La disciplina cartolare. Legittimazione e Legge di circolazione. Il ruolo del principio consensualistico. 4. Segue. Titoli causali e astratti. Il regime delle eccezioni. 5. La fattispecie.  6. La dematerializzazione. 7. Azioni e obbligazioni, cenni. Strumenti finanziari partecipativi.  8. Titoli di debito.

Abstract: 

Con il presente contributo l’A. ha inteso approfondire l’analisi dell’istituto dei titoli di credito e dei cc.dd. strumenti finanziari partecipativi nella prospettiva della loro funzione di smobilitazione e circolazione della ricchezza, in particolare rispetto all’attività di s.p.a. e s.r.l. L’A. dunque introduce la premessa al suo lavoro: i titoli di credito, rappresentativi di crediti o di altre situazioni giuridiche, si iscrivono nella teoria della circolazione dei beni, seguendo la disciplina degli artt. 1260 e seguenti e trovando la propria sede codicistica negli artt. 1992 – 2027.

Così l’A ripercorre le caratteristiche fondamentali quali quelle dell’incorporazione, della letteralità e dell’astrattezza, distinguendo tra titoli al portatore, all’ordine e nominativi. Di seguito vengono ricordate le problematiche legate alla circolazione del titolo di credito per poi porre l’attenzione su una distinzione di non poco rilievo tra titoli causali, che indicano al loro interno il c.d. rapporto fondamentale, e gli astratti che, invece, non menzionano la causa che ha dato luogo alla sua ammissione. Queste premesse forniscono di seguito lo spunto all’A di introdurre l’argomento delle eccezioni e dell’individuazione dei titoli tipici. L’attenzione dell’A. si sposta poi sulla distinzione fra azioni, obbligazioni e strumenti finanziari partecipativi e su come questi ultimi, introdotti dalla riforma delle società del 2003, abbiano costituito un tertium genus nel sistema di reperimento di provvista finanziaria.

Il contributo si conclude infine con un breve excursus degli effetti che la predetta riforma societaria ha avuto, con particolare riferimento alle s.r.l. e alla loro possibilità di emettere titoli di debito.

 

 

Thanks to this article the author wanted to deepen the analysis of negotiable instruments and equity instruments, through the perspective of their function aimed to demobilization and circulation of wealth, in relation to joint – stock company and limited liability companies’ activity (S.p.a. and S.r.l.). So, the author introduces the premise of his work: negotiable instruments, which represent credits or other legal situations, are placed into circulation of goods’ theory, in accordance to the article 1260 of civil code and the following ones and getting their code collocation starting from article 1992 to 2027 of civil code.

Therefore, the author retraces the main features as incorporation, literalness and abstractness, distinguishing between bearer bonds, bonds issued to order and registered bonds.

Then the issues related to negotiable instruments circulation are highlighted and then it is pointed out a significant distinction between that instruments which contain the indication of the main relationship and other ones that do not mention the cause. These premises allow to introduce the matters of defences and identification of typical instruments. Then, author’s attention shifts to the distinction between shares, bonds and equity instruments and to how the last ones, introduced by the companies’ reform of 2003, have created a third category in the mechanism designed to raise capital.

The article concludes with a brief consideration on the effects of abovementioned companies’ reform, with a specific focus on limited liability companies and theirs bond issuing power